Piazza Venezia, giovedi sera alle 20


C’è un luogo dove non conta chi sei e da dove vieni, un luogo dove non conta perché lo fai e perché sei lì.

Un luogo dove si parlano tante lingue e si impara a comunicare, dove si ritrova sé stessi e gli altri. Un luogo in cui ci si conosce meglio e si capisce chi siamo.

Dove un tempo un muro divideva il mondo dei poveri, la Suburra, da quello dei ricchi, la Roma di oggi sembra osservare una città che non è cambiata poi così tanto da duemila anni a questa parte.

Una Roma, da sempre, abituata ad accogliere tutti. Una Roma brava a non fare distinzioni. Una Roma, però, che troppo spesso non riesce a dare ciò che vorrebbe.

Le volontarie e i volontari della Ronda della Solidarietà si ritrovano tutti i giovedì in Piazza Venezia, ai piedi della Colonna Traianea. Dalle 20.30 in poi vengono serviti piatti caldi, pizza, panini, dolci, uova, frutta e succhi.

Non è facile ma nessuno pensa che dovrebbe esserlo. In fin dei conti si fa quel che si può ma lo si fa col sorriso.

I contenitori della pasta pesano, le uova spesso non bastano, i vestiti e le coperte non sono mai abbastanza per chi è costretto a far della strada la sua casa.

Si discute, si cerca di trovare le soluzioni migliori, si sbaglia e si ricomincia. Ma ogni giovedì siamo lì, che piova o faccia freddo. Loro ci sono, noi cerchiamo di esserci e lo facciamo anche per scambiare una parola o semplicemente ascoltare.

Sembra poco. Forse lo è. Forse no. Forse è solo qualcosa ma qualcosa è pur sempre meglio di niente.

Solidarietà altro non è che rispetto reciproco, perché, in sostanza, chi dà per ricevere, alla fin fine, non dà nulla.

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